A proposito di Buon Cibo (“Mai Wiru” nel linguaggio aborigeno australiano), dove “buono” significa vero, semplice, biologico, locale, stagionale, fresco e naturale; ovviamente anche delizioso perché rappresenta allo stesso tempo nutrimento e piacere.

Secondo me il Cibo non va considerato come una semplice merce, perché il suo valore è determinato dalla geografia e dalla storia che in esso si sono stratificati, dal duro lavoro quotidiano dell’agricoltore che si è preso cura di lui e gli ha permesso di crescere, dalle risorse locali che gli hanno dato tutte le proprietà nutrizionali ed il sapore.

Per questa ragione dovremmo fare ogni giorno scelte che siano il più possibile in armonia con la nostra natura e con l’ambiente.

Credo fortemente nel potere comunicativo del cibo come aspetto culturale e rete sociale, perché mi affascina come le persone in giro per il mondo siano connesse dalla forza del cibo.

Tradizioni, usanze, religioni, condizioni climatiche, caratteristiche del suolo sono intrecciati in ogni singola cultura del cibo ed il tutto assieme racconta una storia stupenda.

Quindi, quando parliamo di cibo dovremmo contemplare: prodotto, prezzo e luogo, ma anche persone e pianeta.

Sopra ogni cosa, però, il cibo ed in particolare il buon cibo dovrebbe essere per tutti e per tutti i giorni.

Come il cibo percorre un lungo tragitto dal campo alla tavola, allo stesso modo il mio viaggio nel cibo è stato lungo, tortuoso, qualche volta complicato, spesso sorprendente, assolutamente affascinante. Figure importanti che si sono occupate di cibo e guarigione e di cibo nella sua interezza mi hanno profondamente ispirato lungo la via e rappresentano una sorta di “guru” che mi hanno guidato nella conoscenza del significato del BUON cibo, in tutti i suoi aspetti.

Sto ancora imparando…

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