About Good Food nasce dal desiderio di Laura Pozzato di promuovere un cibo gustoso e sostenibile dopo un’esperienza lavorativa in Australia. Proprio lì, scopre l’espressione aborigena “Mai Wiru”, letteralmente Buon Cibo, dove “buono” significa vero, semplice, biologico, locale, stagionale, nutriente, fresco e naturale. E ovviamente anche delizioso perché il cibo deve essere sia nutrimento che piacere.

About Good Food lavora assieme ai ristoratori, ai produttori, alle aziende e alle persone per rendere il buon cibo un valore condiviso e quotidiano.

Favoriamo scelte che siano il più possibile in armonia con la natura e con l’ambiente.

Crediamo fortemente nel potere comunicativo e aggregativo del cibo come aspetto culturale.

 

Laura Pozzato – gastronoma e guerriera dello spreco, ideatrice di aboutgoodfood

La passione per il cibo e il divertimento ad avere spesso le “mani in pasta” hanno portato Laura ad affrontare il tema in una prospettiva olistica, completata grazie ad un’immersione nella culla di Slow Food. Laura, insomma, crede nella necessità di portare in tavola un cibo “educato”, giorno per giorno e da qui sorge la volontà di “educare al cibo”, attraverso una visione concreta, alla portata di tutti.

Crede nell’esperienza e nella convivialità attorno ad un tavolo quali mezzi fondamentali di apprendimento, scambio e crescita personale.

In qualità di esperta gastronomica si occupa dello sviluppo della cultura del cibo e della sua comunicazione. Come formatrice e coach le piace prendersi cura della consapevolezza delle persone, accompagnandole lungo la via del cambiamento.

Capacità di risolvere i problemi e praticità, insieme a dedizione ed entusiasmo ben descrivono il suo profilo, caratterizzato da un forte senso di organizzazione e da una buona dose di curiosità.

Tutto questo messo insieme le permette di fornire soluzioni efficaci ed originali, grazie alla formazione c/o Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Master in Food Culture & Communications: High Quality Products), all’esperienza maturata nella ristorazione (cucina/gestione degli sprechi) e ad un background in gestione e finanza aziendale.

Per me, educare al BUON cibo significa promuovere un cibo sostenibile, una filiera corta fatta di mani che si uniscono, un alimento che sia ricco di nutrimento, energia, prendersi cura del proprio corpo.

Scegliere un cibo che sia “vivo”, un boccone che scaturisca emozioni, un aroma che ci riporti ad una memoria ben precisa, un momento di convivialità, il fare festa, il mantenere viva una tradizione, un grazie per un raccolto abbondante, un cibo salutare per noi e per la nostra famiglia.

Un riconoscimento ad una natura così generosa, il rispetto per un eco-sistema fragile, l’appartenenza ad un progetto più grande (mondo), la manifestazione della propria cultura, l’attenzione per l’altro, la riflessione sull’impatto dei nostri gesti quotidiani.

Lo scambio di idee, la ricerca di soluzioni nuove, l’apertura al cambiamento, le piccole scoperte.

Il trovare il tempo

Figure importanti come Annemarie Colbin e Jude Blereaue mi hanno profondamente ispirato lungo la via (qui le rispettive visioni di cibo come guarigione e cibo nella sua interezza); rappresentano una sorta di “guru” che mi hanno guidato nella conoscenza del significato del BUON cibo, in tutti i suoi aspetti.

Come il cibo percorre un lungo tragitto dal campo alla tavola, allo stesso modo il mio viaggio nel cibo è stato lungo, tortuoso, qualche volta complicato, spesso sorprendente, ma assolutamente affascinante.

Sto ancora imparando…

Un po’ più della mia storia…

Lorenzo Bean – Marketer e (aspirante) chef

Da sempre interessato a capire le interazioni sociali e cosa guida le persone a scegliere un prodotto o a vivere un’esperienza, Lorenzo ha approfondito gli studi del ruolo del brand per il consumatore all’Università IULM di Milano.

La sua spiccata capacità analitica assieme a una dose di creatività, sono state le leve principali nell’ideazione e sviluppo di proposte strategiche per noti brand nazionali e internazionali mentre lavorava in una società di branding a Milano.

La passione per l’innovazione l’ha condotto poi a vivere la crescita di una realtà unica come quella di H-Farm, dove si è occupato di costruire la presenza digitale e la customer experience di diversi marchi.

Desideroso di capire di più il mondo della ristorazione, ha deciso di indossare un grembiule e lavorare nella cucina di una popolare deli-caffetteria londinese. Oltre a vivere il cuore pulsante della ristorazione, ha conosciuto più nel dettaglio il dietro le quinte organizzativo e gestionale legato al personale, ai fornitori e a tutto quello che consente il successo di un locale.

In più, ha visitato diversi produttori per toccare con mano l’artigianalità e qualità dei prodotti gastronomici per un’attenta selezione delle materie prime.

Lorenzo combina le sue competenze di marketing e branding con il senso pratico di conoscenza diretta dei produttori e del mondo ristorativo per offrire una visione strategica alle realtà del mondo food&beverage che vogliano crescere e aumentare la propria visibilità.

Credo che il cibo sia molto di più di qualcosa da mangiare, è un catalizzatore per le relazioni sociali, per divertirsi e condividere assieme dei momenti, per conoscere una cultura diversa, delle usanze e delle pratiche che apparentemente possono sembrare molto distanti.

Come quando notiamo che la pasta può diventare un contorno per un piatto unico nei paesi dell’Europa dell’Est. O come quando, un cliente nipponico può tranquillamente mangiare un tiramisù e subito dopo ordinare una cacio e pepe, trasgredendo il “classico” ordine primo-secondo-dolce.

Alle volte il cibo può però essere percepito come un ostacolo nella vita di tutti i giorni per via di intolleranze e allergie. Si può arrivare ad essere costretti di non uscire con gli amici per il rischio di doverli limitare nella scelta dei locali o delle cose da mangiare.

In realtà, penso che queste situazioni siano un momento di arricchimento per tutti per diffondere la cultura del buon cibo. Si possono, per esempio, conoscere gli ingredienti comunemente usati nella preparazione dei piatti che mangiamo. Oppure, può essere l’occasione per sbizzarrirsi in nuove ricette per una cena a casa.

In questo senso, cerco di rendere possibile che ognuno possa mangiare quello che desidera, senza la preoccupazione che possa essere presente anche solo una piccola percentuale di glutine o dei latticini.

Perché il cibo deve essere condivisione e gioia.

All’interno del team:

TINE BILLET – professionista gastronomica

ELISA ROMERES – biologa nutrizionista

                           Collaborazioni e Partecipazioni